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vento di tramontana
ventodiluce
verso ovest
vita
vivere a colori
wind
x non dimenticare
*loading* volte

Presentazione della prossima mostra che sto organizzando, Turing Test
Dalla sua nascita, The New Ars Italica ha sempre avuto l’ambizione di essere qualcosa in più di una semplice galleria d’arte: una factory creativa e di incubatricedi idee, capace di dar voce alle idee forti
ed eretiche della cultura italiana.
Voci differenti, contrastanti, ma accomunate dallo sforzo eroico di andar oltre la crisi del Postmoderno. La politica culturale di The New Ars Italica è porre gli artisti dinanzi a temi culturali forti, dando possibilità di riflettere e portare avanti senza condizionamenti la loro ricerca.
In questo continuum si pone la mostra Turing Test, realizzata in collaborazione con la società Your Voice.
Collaborazione fondata sul fatto che entrambe le aziende, nel loro ambito specifico, sono focalizzate sulla ricerca, sul coraggio e sull’innovazione, cose purtropporare in un’Italia sempre più apatica e ripiegata in se stessa.
Turing Test è specchio immediato di tale collaborazione, essendo una mostra basata sul concetto che Scienza ed Arte, pur avendo in comune il soggetto e l’oggetto della propria ricerca, sono riflessioni
dell’Essere su se stesso, son di fatto mutuamente irriducibili l’una all’altra come linguaggio e paradigmi.
Questa alterità non genera mutismo, perchè vi è una cosa che le accomuna: l’Io, permette la loro contaminazione negli ambiti della Teknè, gli strumenti che l’Uomo utilizza per dar forma e senso al mondo, sia la Prassi, l’azione.
Proprio questo è l’ambito della Mostra: il confronto tra ricerche estetiche, tra le più disparate, e la tecnica, i prototipi di Robot generati dall’Industria e dalla Ricerca, generando metafore ed assonanze.
Perchè il Robot, l’Intelligenza Artificiali, non sono che immagini che noi costruiamo dell’Altro, specchi delle nostre paure e sogni
Si ringrazia per l'immagine l'artista Dorian Rex
Era passato più di un anno da quanto Giulio aveva cambiato vita. Ed il Tempo, come diceva la saggezza degli antichi, si stava mostrando ottimo medico.
Gli capitava ancora di ripensare ai giorni della consulenza. Non più rancore, ma con quel distacco malinconico simile a quello degli anziani, quando ricordano gli amori della giovinezza.
I volti degli idioti che aveva incontrato o dei burocrati che l'avevan ferito, si stavan scolorendo. Rimanevano vividi soltanto quegli amici. Di chi aveva sputato sangue con lui per innumerevoli notti
Sorrideva persino del mobbing. Gli aveva insegnato a riempire con le piccole cose del quotidiano il vuoto che gli si nascondeva dentro.
Alla non era la cosa che gli aveva fatto più rabbia.
Era il servilismo della sua vecchia società: per un anno lo avevano additato a pubblico disprezzo, chiuso in uno sgabuzzino, ignorato. Era bastata la telefonata di un vecchio amico, improvvisamente divenuto dirigente in uno dei principali clienti, per fargli piegare la schiena. Ed il reietto era divenuto l'eroe del giorno.
Insomma, la consulenza gli aveva lasciato ben poco. L'abitudine di alzarsi in piena notte, passeggiando per strade vuote, alla ricerca di chissà cosa. Una chiacchiera con un ubriaco o con una puttana. O con nottambuli fermi ad aspettare il primo tram.
Guardò la luna piena riflessa sui Navigli. Non vi era neppure il ricordo del trambusto dell'Estate. Si sedette accanto a Ion, il moldavo che ostinato provava a pescare nella poca acqua rimasta. Il suo modo per lottare per la noia. O per scavare in se stesso.
Li raggiungeva spesso una vecchietta. A volte si lamentava dei vicini di casa, del loro trambusto che le impediva di scrivere versi. O degli infiniti lavori edili, con la polvere che oscurava il sole.
Più spesso si godeva la compagnia del silenzio. All'alba andavan tutti e tre a ber qualcosa in quel bar sulla Darsena, aperto tutta la notte.
Un ultima sigaretta assieme e ci si salutava, mentre Milano pigra si godeva il primo traffico
Non la vedeva da Maggio. Ion, nei rari momenti di loquacità, gli aveva detto che era stata ricoverata per problemi di salute, ma non sapeva in quale ospedale fosse.
Peccato, a Giulio sarebbe piaciuto andarla a trovare. Un mazzo di fiore, qualche cioccolatino, un rhum invecchiato, per brindare a chissà cosa.
Ion ripose la canna da pesca
"E morta"
"Peccato"
"Pare fosse una poetessa nota"
Tirò fuori dalla zaino una bottiglia di un liquore impronunciabile. Ne bevve un sorso. Lo passò a Giulio.
Brindarono a lei. Ed alla notte superba.
La bottiglia vuota finì nel Naviglio
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L'intervista che concessi durante la mostra Danza di De Broglie ad una giornalista milanese, con cui come si potrà capire, in passato fui legato
Perchè ?
Ti ho incontrata ? Per vanità, sai che mi piace mettermi in mostra. Oppure perchè considero la mostra più importante di ogni rancore. O forse perchè...
No, dicevo della mostra
La voglia di mettermi alla prova, di vedere se nella vita ero capace di far qualcosa di diverso dal mio solito. Tutto qui Danza di De Broglie, certo non ti manca mai l'originalitàLo spiegato troppe volte, dai comunicati stampa alla presentazione in galleria... Magari con i miei difetti. Sai che sono stato definito,
con un sorriso dado Knorr, per il voler dir troppo in poche parole. Essere esageratamente laconico e concentrato
Sei semplicemente timido e odi parlare in pubblico. E sospetto che non vedevi l'ora che il tuo intervento finisse.
Probabile
Una cosa che mi ha sempre ha sempre colpito, da quando ti conosco, è quanto ti affascina la dualità. A volte in te vivono due persone differenti, antitetiche, eppure che si completano a vicenda.
Trovando una sintesi superiore, più che un compromesso. Mi ha sempre affascinato Nicola Cusano, con la sua coincidentia oppositorum. Forse hai ragione, la mostra come è concepita non è che uno specchio di ciò che sono.Ma in generale, non vale lo stesso per ogni gesto delle nostre vite ?
Come è nata l'idea ?
Per caso. Un'amicizia comune, Paola ha messo in contatto me e Kristina, la gallerista. Parlando han provato a buttar giù un progetto assieme.
Con ottimi risultati
Grazie. Il parto è stato lungo e travagliato. All'inizio doveva essere una delle tante celebrazioni del Centenario del Futurismo. Già caduto nel dimenticatoio.Un prolungamento di Ferrara
Poi qualcuno ti ha scomunicato
Non diamogli più spazio di quello che merita. Guarda, con il senno di poi, la rottura è stata una fortuna. Per quieto vivere, avrei dovuto assecondarlo.
Non dico che mi avrebbe costretto ad esporre del ciarpame, però avrebbe ristretto di molto l'ambito della ricerca, non comprendendo come la bellezza sia connessa alla varietà.
Invece così sono stato libero. Ho dato spazio ad una polifonia di voci e ho costruito un evento basato non su un'occasione transitoria, ma su una riflessione filosofica, su cosa è veramente Reale e cosa è
Virtuale.
Essere ed Esistere, declinato in chiave contemporanea
Già
Altro dramma quello dello sponsor
Dramma per modo di dire, perchè alla fine, l'evento è riuscito lo stesso. Peggio per quella talpa del capo della comunicazione che si è perso una bella occasione per farsi pubblicità
Se fossi Kristina, raccoglierei tutto il materiale relativo alla mostra, spedendoglielo accompagnato con una lettera con sopra scritto a lettere cubitale idiota
La diplomazia è sempre il tuo forte
Chi nasce tondo non può morir quadro. Sai che sono vendicativo
Un piatto da gustar freddo
Antico proverbio Klingon. Però su parliamo degli artisti, sono loro in finale i veri protagonisti, mica io
Prizzon. Perchè ? E' monotono
Sul monotono io ci andrei piano. Non penso tu conosca tutta la sua opera per sparare giudizi. Hai visto solo due suoi filoni di ricerca.
Detto questo, nell'arte esistono due grandi categorie: ricci e volpi
Citi Archiloco
Sì, il verso
la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande
che diede anche titolo ad saggio di Isaiah Berlin. Le volpi esplorano ogni aspetto del reale
Come la Liuzzi
Assolutamente, mentre il riccio si concentra in profondità su pochi temi scendendone dell'abisso
E che c'è di profondo nel congelare quello che ha fatto meglio Rotella ?
Il discorso è totalmente diverso. Rotella esplora il divenire, il tempo che scava la forma e la distrugge
Prizzon congela tutto in silenzio di morte
No, identifica archetipi platonici, in un'armonia apollinea
Ed i suoi nudi
Di fatto partono sublimano qualsiasi pulsioni erotica, trasformando l'immagine in gioco intellettuale
E questo mi spaventa, il rifiuto della carnalità che storicamente ha sempre rappresentato una pulsione verso la morte. Mentre Fioramanti
Marco meriterebbe un monumento, per l'aiuto che mi ha dato in questi mesi
Indubbio, ma ho trovato le sue opere troppo cerebrali
E' una delle dualità in cui si articolava la mostra. Artisti che parlano alla mente, pensa anche alla Paiolo, altri all'anima, come per esempio la Sassanelli. Poi ti dirò, a me David e Marco mi ha commosso
Perchè ne conoscevamo le radici. Un osservatore normale, purtroppo, non ne avrebbe riconosciuto immediatamente la poesia.
E allora ? Larvato prodeo...
Vedi la Salvatori. Fa dei dei quadri colti e filosofici, eppure di gran impatto
Amori liquidi. Più lo vedo, più lo trovo un poema sulla difficoltà di amare. Di sfuggire alle proprie paure ed al proprio passato, di esser se stessi, per donarsi all'altro.
Vorremmo esser Psyche, anima e farfalla, trascinati nella danza da Eros, invece... Troppe catene ci legano
Bello è anche il Tempo ed Oltre, però, ho trovato il titolo troppo esplicito, avrei preferito qualcosa di molto più allusivo.Però, nelle sue figure trovo un che di michelangiolesco, come nell'installazione di Fresu
Che grande soddisfazione avere Ignazio. Lo conobbi tramite Roberto Malfatti, il vero papà del blog arte e artisti, io non sono che il gestore temporaneo, che mi ha insegnato tanto dal punto di vista della sensibilità artistica.
Dici bene, nel definirlo michelangiolesco. La sua scultura è il riproporsi del tentativo umano di dar senso alla materia.
Me lo immaginavo sempre affannato nel suo laboratorio, come Efesto nella sua fucina
Le opere piccole della Mastrangelo mi son veramente piaciute, però...
Svelata e Respiro son poesie, quasi d'Ungaretti.
Sono gridi malinconici di dolore, di scarne parole. Conigliaro invece, non so, non riesce a ferirmi. Mi scorre addosso, come acqua su un sasso.. Cosa che non fa la Liuzzi
Le sue son foto paradossali e stranianti,nel senso migliore del termine. Rappresentano il mondo che vediamo accanto a noi, con i suoi paradossi e con quei colori innaturali, quei lampi di luce, le grandi nubi, permettono di gettar uno sguardo su ciò che è oltre
Come viaggiare nelle vie dei canti degli aborigeni australiani. La Terra conserva l'impronta degli eroi del Tempo del sogno , che l'hanno modellata camminando e hanno generato tutte le cose
Mi sono innamorata anche del suo allestimento. Essenziale, semplice che richiama la sua vita quotidiana, quasi uno schiaffo agli artisti troppo pretenziosi
Prezioso è il suo dialogo con i colori di Perich
Anton è stato anche lui uno dei punti di forza della mostra. Di fatto con l'esperienza della Paint Machine sintetizza tutto il dibattito di cosa può essere l'arte ai tempi della riproducibilità
Ma quale senso ha senza fatica, impegno, tecnica
Altro polo dialettico della mostra. Confronta Kristina di Perich con Insomnia di Daniela Montanari
Matita colorata su tavola, impressionante.
Però l'opera di Daniela è un altro punto focale di riflessione della mostra, l'esplorazione del reale che genera il suo oppostoL'iperrealismo incide nella carne epigrammi sul peso di vivere
Ciò che fa anche la Sassanelli, c'è il Dittico che è impressionante
A me ricorda molto Bacon, ad altri Frida, ma indipendentemente dai paragoni, Antonella, come la Montanari e la Mastrangelo è una dei pochi artisti che esplorano il senso del tragico, in una società, come
la nostra che si illude di vivere in un'eterna adolescenza, timorosa di sentimenti forti, capaci di rompere il suo guscio di plastica
Altrettanto dotto della Salvatori mi pare Max Papeschi.
Sì, Max è, in senso positivo, un pittore colto che padroneggia parecchi secoli di iconorafia dell'Arte Occidentale e come bisturi per incidere le nostre contraddizioni
Si può a volte non essere d'accordo con le sue provocazioni, ma queste non sono mai gratuite. Max è uno degli ultimi, inquieti maestri del sospetto che gridano nel nostro deserto conformista
Lo stesso ruolo che tiene Kurtz
Il suo riferimento culturale però non è la Pop Art, come Papeschi, ma il Futurismo
Cambiano le forme, ma il filo rosso, l'energia contestaria contro il sistema rimane la stessa.
E pensa a Schifano...
Però peccato per il piccolo formato C'è un legame tra l'installazione di D'Angelo e quelle di Fresu ?
Sempre la dualità
Perchè ridi ?
Sembro quel cattivo di Batman, Due Facce. Comincerò a giochicchiare con un penny sfregiato
Ti vedrei più come l'Enigmista
Facendo il serio, se Ignazio rende virtuale il reale, donando alla pietra una proprietà che non gli appartiene, la leggerezza, Pietro fa esattamente il contrario, rende reale un insieme di pixel, il Supermario
E lo fa con notevole perizia ed ironia, esplorando i nostri sogni
Tarantino ? Son veramente belli i suoi quadri informali
Ho lo strana sensazione guardandoli, di trovarmi dinanzi ad uno specchio. I colori vivi, sporcati dal bitume. E l'energie, le ambizioni di un tempo che lentamente muoiono.
La tentazione di lasciarsi andare. Ma la testardaggine di tirare avanti. Come diceva un antico rabbino,Siamo condannati a non finire tutte le cose, ma non possiamo lasciarle a metà
L'unica soluzione è la leggerezza. Dar la giusta importanza ad ogni cosa, ma sapersene liberare, con il sorriso con le labbra
Splendida è la Gianetti
La sua foto è di ambigua eleganza, reintepretando con ironia il ritratto barocco
Un'opera aperta che gioca ironicamente con la molteplicità dei significati
Poi c'è Dorian Rex. La sua composizione fa male, scava dentro
Perché, mi son sovente domandato
scegli sì spesso a oggetto di pittura
la morte, la caducità, la tomba?
E' perché, per vivere in eterno
bisogna spesso abbandonarsi alla morte.
Così diceva Friedrich. Lo stesso vale per le figure eroiche di Dorian
Ma con un senso diverso rispetto a Prizzon. Non fame di nulla, ma attesa dell'ultimo viaggio
Non son convinto del paragone, ma hai detto giusto Dorian crea da forma contemporanea alle eroine di Euripide
L'arte come rompere la rete del Fato che ci avvolge nel mondo

Si narra che Crono
divori i suoi figli
e che la danza delle ore
sottile cancelli ogni ricordo
Ma il dolore, viandante nel buoi
rimane, sedendosi nel cielo silenzioso

1980. Lo scrittore di fantascienza Bruce Bethke ha appena terminato un racconto. Non sa come intitolarlo. Guarda le riviste e gli appunti sparsi sulla sua scrivania ed all'improvviso, l'occhio gli cade su due parole: cibernetica e punk.
Ci rimurgina un poco. Cibernetica e Punk. Cibernetica e Punk. Cibernetica e Punk. L'illuminazione. Un amplesso tra sillabe. Cyberpunk
Così nacque il meme, ultimo esempio del potere mistico ed evocativo della parola. Una mitologia che da forma al nostro Contemporaneo. Firewall. Black Ice. Burning. Avatar
Ogni giorno, per strada o su Facebook, incrociamo i loro simulacri. La nostra vita par suddividersi su due piani, il Concreto e la Matrice. Eppure....
Strano, paradossale, a prima vista difficile a credersi, eppure la realtà virtuale ci accompagna dai tempi in cui i nostri antenati attendevano all'alba il passare dei mammuth.
E qualcuno li ritraeva, sulle rupi, galleggiando in uno spazio indefinito, con impasti di terre rosse e gialle, grasso animale e sangue.
L'Arte, sfida alla notte insensata del mondo, non è forse la creazione di una realtà virtuale ? O meglio un'esplorazione nell'ossimoro in essa contenuto.
Il dilemma eterno tra Rappresentazione, esplorare il Reale nelle sue infinite apparenze e Creazione, andare oltre, scoprire ciò che si nasconde oltre la forma.
Tra la via di Parmenide, estraendo la Percezione dal Divenire e la via di Eraclito, centrata sul mutamento, il flusso eterno del vivere e morire.
E riflettere su questa dualità, questa apparente contrapposizione, è il compito che si deve porre l'Arte Contemporanea, se vuole smettere di balbettare.
Contraddizione apparente, perchè, come nella meccanica quantistica, un'onda può esser una particella e viceversa, così l'Arte nei modi nel Tempo può nascondersi l'unità nell'Eterna e nella quiete apollinea l'ebbrezza dionisiaca.
La mostra Danza di De Broglie che si terrà dal 2 ottobre presso la galleria milanese New Ars Italica, Via De Amicis 28, ha l'ambizione di fare il punto su tale riflessione, contaminando culture ed esperienze, in una sintesi dinamica e cangiante.
Pittori, musicisti, fotografi, scultori, performer. Linguaggi, stili, mezzi espressivi differenti si confrontano, recuperando le esperienze visionarie del cabaret Voltaire e della Factory di Warhol
Esporranno: Odilia Liuzzi, Daniela Mastrangelo, Daniela Montanari, Marcello Placci, Marco Fioramanti, Anton Perich, Pietro D'Angelo, Maria Petrilli, Ignazio Fresu, Irene Salvatori, Maurizio Ganzaroli, Paolo Cabrini, Lorenzo Paci, Dorian Rex, Antonella Sassanelli, Massimo Prizzon, Max Papeschi, Laura Gianetti, Guido Zuffetti, Carla Paiolo, Nicolas Tarantino

Uscire dalla galleria New Ars Italica, dopo aver fatto il punto sulla mostra che sto organizzando per i primi d'ottobre.
Due passi per via de Amicis, ricordando il suo antico nome. Via della Vittoria, ottenuta in quel luogo da Azzone Visconti contro Ludovico il Bavaro, il quale ambiva ad impadronirsi dei mulini milanesi che si affacciavano in quello che una volta era un tratto del Naviglio.
A metà via, un vicolo senza nome, dall'accesso protetto con le colonnine di granito bianco. Si intrufola tra le case, di cui una convento di Orsoline, affamato di cielo e di sole, sbucando in via Lanzone, il nobile che morì di fame nel 1042, prigioniero nella torre dei Moriggi, per aver intrigato contro l'arcivescovo Ariberto.
La chiesa di Sant'Agostino, accanto alla casa milanese del Petrarca. Un portale barocca ed improvvisa la basilica di Sant'Ambrogio

Er Conga, stanco de le vicenne meneghine, e nun volenno essè coinvolto ne le manie de Cobra che s'era 'mpelagato 'n vicende artistiche, decise de fasse 'na gita ar lago.
Ci aveva 'n'amica, niente di più, er problema che la scintilla propio nun voleva scoppià, a Carete sur lago de Como.
Mettemola così. Quanno stava a scola, li Promessi Sposi, nun li digeriva. Però, bazzicanno li stessi posti de Renzo e Lucia, 'na tentazione de rilegge le paginoni der Sor Sandro, je stava a ritornà. 'Sti pensieri je bazzicavano ner cerebro, mentre se gustava 'n ber piatto de pesce.
"Terun, ti sei addormentato"
"Ah Simò, me stavo a godè er cibo. E che ce dovemo 'ngozzà ? Però te dico, qui è er paradiso der Pescatore"
"Una volta non era così"
"Maddai"
"La conosci la storia di Sant'Albino ?"
"None. Però ci avevo 'n professore de matematica ar Liceo che s'appellava così. 'N sarapico mica da poco"
"Qui a Carate si faceva la fame. Non si riusciva a tirar fuori dal lago un pesce che fosse uno e quindi gli abitanti si rivolsero giustapppunto a Sant'Albino, protettore del paese"
"E fecero 'na processione cantando viva viva Sant'Arbino, protettore de l'animaccia mia"
"No, semplicemente un voto. Se vi fosse stata una pesca miracolosa, avrebbero dedicato al santo una messa cantata"
"Certo che li paesani tu se so' sprecati, eh ?"
"Erano veramente tempi terribili e non si potevano permettere di più. Comunque, per quello che narra la leggenda, qualche pesce restà impigliato nelle reti, ma invece che miracolosa, la pesca a malapena permetteva di guadagnare i soldi per la messa"
"E' apparso er santo 'n mezzo ar paese gridanno a purciari, tieh ? "
"No, però sai il fatto di dover vendere tutto e restare a stomaco vuoto non è che entusiasmasse tanto caratesi. Quindi andarono dal Santo, con il capo coperto di cenere, e se uscirono dicendo
"Mejo 'n pescatore vivo che 'n devoto morto ?"
"Sì, chiesero al santo di rinunciare al dono della messa, visto che ne avevano più bisogno loro.."
"Er Santo nun la pese sportivamente..."
"Infatti, fece sparire il poco pesce rimasto.. E per reazione, i caratesi presero la sua statua e la bruciarono. Così nacque il soprannome di abbruciasanti"
"C'avessero avuto antenati de Centocelle ?"
sorry i can't wait for you
i couldn't stand to stay
you have to get right out of here
you have to get away
i had to pay the doorman
just to let me use the door
i had to use a muscleman
to pick me off the floor
they're making up things
that we've all heard before
like romance and engage and divorce
you have to be crazy to stay in this place
you just have to laugh at it all
i met this girl and called her ma
Siamo manager e professionisti italiani e desideriamo aiutare il nostro Paese ad avere speranza nel futuro e alla sua crescita.
La pesante crisi mondiale che stiamo vivendo ci induce a riflettere su come il nostro lavoro di ogni giorno si intreccia col nostro ruolo di cittadini e ci fa ricordare come non possa esistere il benessere individuale disgiunto dal benessere collettivo.
Siamo consapevoli che mentre facciamo bene il nostro lavoro, la nostra responsabilità deve contribuire a generare benessere economico-sociale per il Paese, con l'obiettivo di contribuire per un futuro migliore.
Per farlo, occorre abbandonare le logiche di settore e di parte e ribadire la priorità all’etica nelle nostre azioni quotidiane, ossia dobbiamo ritornare ad essere dirigenti responsabili a tutto tondo, cercando sempre e costantemente di creare valori etici per i nostri collaboratori, per le nostre aziende, per l'Italia.
Riteniamo che il domani passerà da una visione ampia dei doveri e pertanto desideriamo lanciare un ponte verso il futuro, un ponte solidale tra le generazioni sul quale indirizzare i giovani mettendo a loro disposizione le nostre esperienze, le competenze, i risultati.
Ci impegniamo a offrire un ambiente dove tutti possano identificarsi, dove abbiano spazio idee, passione, voglia di costruire e dove la parola speranza sia stimolo e non illusione. Organizzazioni dove ciascuno sia partecipe, dove trovino spazio il sorriso, l'ottimismo del fare, la voglia di comunicare proprio quando le proposte sono differenti e dove i rapporti interpersonali siano improntati alla trasparenza, alla correttezza e alla onestà intellettuale.
Ci impegniamo a conoscere e ascoltare gli altri perché riteniamo che sia l’unico modo per fare evolvere noi stessi e la società, perché è fondamentale comprendere e valorizzare il contributo professionale di ognuno come arricchimento complessivo e corale nel rispetto delle singole scelte di vita.
Ci impegniamo affinché nelle Aziende italiane, nelle Università e in tutti i contesti sociali, il merito inteso come capacità professionale, etica nei comportamenti e disponibilità a coinvolgersi con gli altri, sia l'elemento primario per la valorizzazione professionale, superando le appartenenze di genere, di classe, di condizione economica.
Siamo convinti che solo in tal modo si affermi il valore della dignità dell’individuo nella sua dimensione lavorativa e sociale.
Ci impegniamo sui due principali temi che riteniamo fondanti per costruire futuro: la Formazione e l’Innovazione
Per creare il necessario collegamento ”intimo” tra Università , società civile e mondo del lavoro e per aiutare e accompagnare i giovani nel loro ingresso alla società produttiva.
Lanciamo infine la sfida di consegnare alle nuove generazioni ed al nostro futuro un modello produttivo-sociale dove sia possibile costruire una crescita distribuita, equa e globalmente sostenibile, e compatibile con la più alta rapidità e velocità oggi necessarie alla competizione dei sistemi economici.
Insieme si costruirà il futuro migliore.
Il sole gaio e feroce
graffia le tue spalle
e i tuoi seni dune
di muto piacere
La brezza salata
scuote la sabbia
strappando petali
a quel fiore perso
tra gli arsi capelli
Ti stordisce il mare
dai colori di una
coda di pavone.
Orgogliosa colonna
dissipi l'orizzonte
Verrà il tramonto
e la cupa notte
ma il tuo profumo
gallegia nel tepore buio